A Bagnoles per il restauro del monumento a Rosselli

 

 

 

Nell’agosto dello scorso anno 2015 ero stato a Bagnoles de l’Orne e avevo trovato il monumento, opera di Carlo Sergio Signori, ivi collocato nel 1949, ben tenuto e in buone condizioni. Lo scorrere del tempo però aveva offuscato il biancore del marmo di Carrara mentre l’iscrizione era diventata praticamente illeggibile.

Avevo quindi rivolto un appello per il suo restauro e questo appello era stato accolto da Francesca Nicòli, direttore dell’omonimo laboratorio di scultura di Carrara, proprio quello in cui l’opera era stata scolpita e da dove era partita nel 19549 alla volta di Bagnoles de l’Orne. Il laboratorio Nicòli aveva inviato un suo operatore, che aveva proceduto al restauro con il supporto del Comune di Bagnoles , restituendogli tutto il bianco proprio del marmo di Carrara e ripristinando la scritta.

Si avvicinava il 79esimo anniversario dell’uccisione dei fratelli Rosselli (9 giugno 1937) e l’inaugurazione del restauro mi sembrava il modo migliore di ricordarlo.

Nell’occasione avevo anche accettato l’offerta di Giovanna Ceccatelli Gurrieri  (Edizioni Clichy) di curare  per i fratelli Rosselli uno dei volumetti della sua collana Sorbonne, ciascuno dei quali è dedicato a personaggi di rilievo. Ne è scaturito Carlo e Nello Rosselli. Testimoni di Giustizia e Libertà  a cura di Valdo Spini, Firenze Clichy 2016.

Sabato 4 giugno, alle ore 15. OO a Bagnoles de l'Orne, sul luogo dell'uccisione di Carlo e Nello Rosselli, è stato inaugurato il restauro del monumento ai Rosselli, compiuto dallo studio Nicòli di Carrara, dove il monumento, opera di Carlo Sergio Signori, venne scolpito nel 1949.

Da Parigi, per parteciparvi, è partito un pullman con quattordici persone a bordo: Maria Paola Antolini; Francesca Nicòli con la figlia Berenice e Vittorio Prayer; Giuseppe Giorgetti con la moglie Veronica e il loro figlio; Maria Cristina Morello e Mariachiara Verrigni , rispettivamente Presidente e Segretaria del Circolo Anpi di Parigi intitolato ai fratelli Rosselli, Michele Mioni dottorando alla Sorbonne Francesca Tortorella ricercatrice a Strasburgo ; Ibis Ismail; Lucilla e Valdo Spini.

In macchina sono arrivati Monica Rosselli, in rappresentanza della famiglia Rosselli insieme al cugino Ca’ Zorzi e la sua famiglia. Con la loro vettura, sono pure arrivati. l’ambasciatore d’Italia Giandomenico Magliano e il Console a Parigi, Andrea Cavallari.

All’ora prevista si è svolta una cerimonia sobria ed essenziale sul luogo dell’uccisione, il bosco di Couterne, a quattro chilometri da Bagnoles, con discorsi dell’Ambasciatore Magliano, mio, e un saluto di Monica Rosselli a nome di tutta la famiglia. Sono stati deposti fiori dall’Ambasciata e il consolato d’Italia, dalla Fondazione Circolo Rosselli, dal Comune di Bagnoles, dall’Anpi di Parigi.

Presenti le autorità locali e municipali. Regia inappuntabile della Direttrice Generale dei Servizi della Municipalità, Marie-Christine Delage

Una grande emozione!

C’è un filmato delle varie fasi della cerimonia, ripreso da Giuseppe Giorgetti

Dopo la cerimonia, ci siamo recati a piedi nel vicino castello di Couterne (XVI-XVII secolo) dove il proprietario, erede della famiglia originaria, Monsieur Edouard de Frotte ci ha invitato per il vin d’honneur che ci è stato offerto, presenti i consiglieri municipali. Hanno preso la parola le Maire Olivier Petitjean, le Maire deleguè e consigliere dipartimentale, Jean Pierre Bloue, lo stesso Monsieur de Frotte. Questi, bambino piccolo all’epoca dei fatti, poteva comunque ricordarsi dell’eco che ne era seguita. Ha anche aggiunto di avere avuto due fratelli morti in deportazione in Germania.

Ci ha mostrato il libro d’onore del 1949, con gli intervenuti alla cerimonia di inaugurazione del monumento (con emozione abbiamo visto la firma di Ferruccio Parri) e abbiamo firmato la nostra pagina del 2016.

Terminato il vin d’honneur abbiamo ripreso il viaggio alla volta di Parigi.

La documentazione cartacea e iconografica, è disponibile sul sito della Fondazione www.rosselli.org o sulla pagina fb della Fondazione o comunque presso la Fondazione:tel 055 2658192 .

 

Valdo Spini

  
 
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